L’imprevisto

Oggi ho deciso di parlarvi dell’IMPREVISTO. Penserete che non c’è bisogno poiché per una famiglia tipica con bimbi senza problemi di comunicazione e di autismo è una cosa risolvibile nell’arco di una manciata di minuti, ma per noi non è così.

L’IMPREVISTO è il terrore di noi mamme che ci troviamo a dover programmare ogni piccolo particolare in tutte le uscite che facciamo. Sappiamo per filo e per segno tutto quello che c’è dove andiamo e tutto quello che potrebbe succedere. Tuttavia, puntualmente c’è un IMPREVISTO, come trovarsi davanti alla giostra che proprio quel giorno ha deciso di rimanere chiusa, o quando al bar hanno finito il bombolone alla crema.

Per la maggior parte dei bimbi si tratta di una delusione consolabile con qualche parola o promessa, ma per i bimbi autistici è davvero molto difficile spiegare l’IMPREVISTO. Per questo, ci possono essere comportamenti spiacevoli e a volte difficili da gestire, specie se ci si trova in mezzo a tanta gente (Eh già, la gente spesso è un altro nostro “terrore”.., ma di questo ne parleremo).

Un paio di estati fa, tutto era organizzato per andare al Brucomela, una delle giostre più divertenti per mio figlio. Tutto programmato per arrivare all’orario di apertura ed evitare attese (una delle cose più difficili da sostenere per lui).
Proprio quella sera il gestore decise di aprire mezz’ora dopo! Aspettare fu impossibile, così come spiegare l’imprevisto.
All’epoca avevo molta meno esperienza sulla gestione di queste situazioni e non adottammo nessun metodo se non portarlo via in maniera decisa davanti agli occhi di persone che non capirono assolutamente la situazione.

Più recentemente, decidemmo di andare al parco in una giornata nuovlosa: dopo pochi minuti iniziò a piovere! Non sarebbe stato così semplice farlo scendere dall’altalena se non avessimo avuto una certa esperienza, acquisita sia da precedenti situazioni simili, sia dai tanti insegnamenti ricevuti dalle terapiste.
In quell’occasione, mi limitai a tirare fuori dalla mia borsa – di Mary.. Poppins – un bel pezzo di piadina (Sì, Sì avete letto bene!). Fu molto semplice farlo scendere e dirigerci verso la macchina!

Oggi sicuramente sono più preparata e con qualche valido rinforzo (caramelle, tablet, o cellulare), riesco a gestire il tutto in maniera più adeguata e soprattutto meno traumatica per lui. Queste strategie sono la soluzione al nostro tanto temuto imprevisto, nella maggior parte dei casi.

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Ciao sono Marinella, moglie e mamma lavoratrice. "Insegnami a giocare" nasce dalla richiesta di mio figlio più grande, un bimbo davvero speciale che mi ha chiesto proprio di insegnargli a giocare.

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