Io…e le “altre” mamme

Oggi voglio provare a raccontarvi come sono i miei rapporti con le “altre” mamme, dove “altre” sta sia per le mamme dei bimbi che frequentano l’asilo con mio figlio piccolo, sia le mamme dei bimbi che frequentano la scuola con mio figlio grande, il bimbo per il quale preparo tutte queste attività!!!

Una cosa che spesso mi viene da dire con chiunque parlo, è che mi sembra di vivere due realtà in contemporanea completamente diverse. A tutte le mamme piace parlare e raccontare ciò che fanno coi loro bimbi a casa, al parco, o comunque durante la giornata.
E soprattutto appena i bimbi iniziano a parlare sono un fiume in piena a raccontare tutto quello che svolgono all’asilo insieme agli amichetti. Purtroppo, sia all’asilo nido, che alla materna non mi sono mai potuta “confrontare” con nessuno. Potevo al massimo raccontare quante ore di terapia ABA avesse fatto mio figlio il pomeriggio precedente. Inoltre, per noi è sempre stato abbastanza complicato poter partecipare a compleanni, o gite fuori porta, (più per nostra scelta dovuta a situazioni ambientali caotiche poco favorevoli), quindi ho sempre vissuto rapporti di cortesia con mamme comunque molto carine e ben disposte.

Tutt’altra storia con le mamme incontrate nelle classi di mio figlio piccolo! Posso parlare di cosa mi racconta il piccolo al rientro dall’asilo, possiamo partecipare alla maggior parte di eventi conviviali, insomma, mi sento coinvolta nelle attività del figlio.
Due realtà con due fondamentali differenze. Il bello però è che le relazioni si rafforzano e ora che il grande è alle elementari vivo rapporti consolidati con mamme già conosciute all’asilo, con le quali  ho cercato di raccontare il più possibile le difficoltà di mio figlio.

Per chi non vive queste situazioni, non è semplice capire esattamente certe dinamiche e logiche comportamentali, ma sono convinta che piano piano, giorno dopo giorno, tutto questo migliorerà…e forse non sentirò di vivere più due realtà contemporaneamente.

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Ciao sono Marinella, moglie e mamma lavoratrice. "Insegnami a giocare" nasce dalla richiesta di mio figlio più grande, un bimbo davvero speciale che mi ha chiesto proprio di insegnargli a giocare.

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