La cassettiera

LA CASSETTIERA

Avete presente quando ‘quel mobile’ diventa indispensabile in casa? Ecco, sì, proprio quello. A noi è successo con la cassettiera, una una comunissima cassettiera bianca che da un anno è la regina della sala.

Tutto è nato da uno dei tanti confronti con la nostra consulente aba: in casa, all’epoca, risultava piuttosto difficile trovare qualche minuto anche solo per preparare un caffè, poiché mio figlio aveva bisogno costantemente della mia presenza. Decisamente impegnativo ed estenuante.

Mi venne suggerito di preparare qualche attività strutturata in cui lui fosse assolutamente abile e in grado di farla in totale autonomia, così me la giocai sui nostri ‘cavalli di battaglia’ tipo infilare perle copiando la sequenza da una foto, o colorare un disegno prestampato, ma soprattutto mi suggerì e di procurarmi una cassettiera.

Eureka! Ecco la soluzione, la cassettiera con 4 cassetti.
Numerai ogni cassetto da 1 al 4: nei primi 3 cassetti vennero messe 3 attività differenti da svolgere in autonomia e nel cassetto numero 4 un “rinforzo” da lui scelto prima di iniziare le attività. La prima volta, mio figlio scelse 4 gommose alla frutta.
In questo modo, la sua motivazione era tanta e rimase circa 20 minuti da solo a svolgere le attività in completa autonomia. Può sembrare una cosa banale, ma vi garantisco che anche solo venti minuti sono tantissimi in certe situazioni.

Dopo un mese che la cassettiera era entrata nella nostra quotidianità, diedi spontaneamente alcune gommose da mangiare a mio figlio e lui di sua spontaneità le mise nella cassettiera e si mise a fare le attività. Ne rimasi stupita e fui tentata di fermarlo, ma non lo feci perché evidentemente a lui piace molto questo modo di lavorare.

Da quel giorno la cassettiera è costantemente utilizzata e nel cassetto numero 4 viene messo il rinforzo del momento (tablet, caramelle, biscotti).

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Ciao sono Marinella, moglie e mamma lavoratrice. "Insegnami a giocare" nasce dalla richiesta di mio figlio più grande, un bimbo davvero speciale che mi ha chiesto proprio di insegnargli a giocare.

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