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Oggi voglio parlarvi di “rigidità”. Fino a qualche anno fa quando sentivo questa parola pensavo a rigidità climatiche, rigidità al tatto, insomma cose piuttosto comuni che tutti conosciamo. Ora questa parola ha assunto tutt’altro significato in casa nostra. Vediamo qualche esempio?

Il bicchiere sta a sinistra e il tovagliolo rigorosamente a destra: se tutto non è così posizionato non inizia a mangiare. O meglio…non inizierebbe a mangiare. In questi casi, serve molta pazienza e tanta tenacia, a noi sta a convincerlo che può mangiare tranquillamente anche posizionando il bicchiere a destra.

Un’altra rigidità è dover fare sempre le stesse strade per recarsi in posti a lui conosciuti. Anche in questo caso sta in noi non cedere e, soprattutto, non assecondare questo. Le rigidità vanno bloccate dal loro insorgere perché solo così possono sparire in tempi anche molto brevi.

Sinceramente non siamo così bravi da riuscire a bloccare tutte le rigidità che insorgono regolarmente, ma sicuramente diamo importanza a quelle che limiterebbero poi la nostra vita quotidiana e soprattutto la sua. Onestamente, alcune rigidità a volte sono molto utili anche a noi e su queste non interveniamo: un esempio è andare a letto alle 21 in punto o lavarsi rigorosamente le mani dopo pranzo.

In ogni modo, con tanto lavoro e con il metodo giusto stiamo lavorando costantemente su questo fronte, sicuramente non semplice, per fare in modo che lui stesso viva più serenamente ogni tipo di cambiamento. perchè la vita quotidiana è fatta proprio di cambiamenti continui che non devono spaventare!

Oggi voglio raccontarvi di una piccola GRANDE conquista fatta da mio figlio dopo un lavoro non indifferente.

Un’attività ‘normale’ come andare al bar, sedersi e fare tutti insieme una colazione era praticamente impossibile. Di fatto, chiunque abbia dei bimbi conosce bene la difficoltà a fermarsi e rilassarsi sorseggiando in tranquillità un buon caffè e relativa brioche. Ecco. Per noi era pressoché impensabile: era molto complicato far stare nostro figlio grande seduto e fermo anche solo il tempo di una colazione.

Ora con grande gioia, possiamo finalmente permetterci di rimanere qualche minuto (senza esagerare, chiaramente) tutti e quattro al bar senza particolari ansie o impedimenti!

Abbiamo raggiunto questa conquista (che, a mio avviso, è più una conquista per lui) dopo aver lavorato molto sull’aspetto comportamentale. Un percorso intenso e difficile, con momenti di sconforto e di decisione a mollare, ma che alla fine ci ha portato a questa piccola-grande conquista. Ora tutta la famiglia può gustarsi un caffè e una brioche con un certo grado di tranquillità!